LA CAPITOZZATURA: UNA POTATURA DANNOSA PER GLI ALBERI E PERICOLOSA PER LE PERSONE

La capitozzatura è una tecnica di potatura degli alberi che consiste nel taglio indiscriminato di grossi rami, branche o del fusto stesso con il rilascio di monconi.

Numerosi studi scientifici e la nostra esperienza sul campo hanno confermato che la capitozzatura aumenta nel medio e lungo periodo la pericolosità dell’albero, indebolisce le piante e le rende irrimediabilmente più brutte.

Platano capitozzato pur avendo a disposizione lo spazio sufficiente per svilupparsi.

Platano capitozzato pur avendo a disposizione lo spazio sufficiente per svilupparsi.

Perché si esegue la capitozzatura?

Solitamente la capitozzatura viene eseguita per contenere le dimensioni di un albero, nell’errata convinzione che una riduzione drastica delle sue dimensioni ne riduca il pericolo. Si evidenzia poi che le piante in condizioni normali difficilmente sono pericolose solo perché alte o di grandi dimensioni.

Gli alberi possono avere un’elevata propensione al cedimento solo quando sono caratterizzate da lesioni, cavità, deformazioni….

D’altra parte la capitozzatura viene spesso eseguita da alcune ditte del verde in maniera indiscriminata perché, rispetto a una potatura corretta e mirata, è un intervento facilmente eseguibile, con limitato dispendio di energie e di tempo. Questa tecnica inoltre è spesso scelta in quanto non richiede particolari capacità o competenze da parte dei operatori che quindi la preferiscono rispetto ad altri interventi quali: diradamento, taglio di ritorno, rimonda del secco…..

La capitozzatura indebolisce le piante

La capitozzatura può comportare la rimozione di oltre il 50% della chioma di un albero e nei casi più gravi anche il 100%.

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Cedro pesantemente capitozzato sul fusto che ha ricostituito la chiomacon l’emissione di polloni.

La chioma, costituita da un sistema di rami primari e secondari che consentono di sorreggere la massa delle foglie e di resistere ai carichi meccanici come neve o grandine. Le foglie garantiscono funzioni fondamentali per la vita della pianta, quali: fotosintesi, trasporto della linfa, traspirazione e respirazione.

La riduzione drastica della chioma quindi determina la riduzione o l’eliminazione dell’apparato fogliare; la pianta quindi a seguito di tale intervento cerca di reagire ricostituendo l’apparato fotosintetizzante mediante la creazione di rami. Questi derivano da gemme latenti, cosiddette avventizie, che si possono sviluppare in prossimità dei grossi tagli. La ricostituzione della chioma richiede un grande dispendio di energia che rende la pianta più suscettibile agli insetti alle malattie e a stress abiotici (inquinamento, carenza d’acqua, temperature elevate, insolazione…). Nei casi più gravi in cui l’albero è già debole la capitozzatura può contribuire al deperimento dell’individuo.

In alcune specie quali il faggio inoltre l’intervento esaminato può determinare la scottatura dei tessuti.

Cedro irrimediabilmente capitozzato.

La capitozzatura rende le piante pericolose

I rami generati dalle gemme avventizie, anche dette succhioni, sono molto lunghi e si caratterizzano per un’inserzione debole e superficiale dei tessuti. Tali rami hanno quindi una propensione maggiore alla rottura.

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Cavità sul fusto di un cedro capitozzato; si osserva la porzione esigua di tessuti integri.

Il taglio di sezioni di grosso diametro inoltre può causare inoltre la mancata o solo parziale cicatrizzazione della ferita di taglio favorendo ad esempio l’attacco di funghi cariogeni dei tessuti legnosi. La degradazione dei tessuti legnosi ovviamente aumenta ancor di più la propensione al cedimento delle parti interessate perché i succhioni in questo caso possono essere ancorati ad una porzione molto esigua di tessuto.

La capitozzatura rende gli alberi brutti

La capitozzatura altera la forma naturale dell’albero che perde la sua struttura armoniosa e si riduce spesso ad un fusto unito saltuariamente a pochi monconi superstiti, da cui si dipartono numerosi polloni disordinati e caotici.

Quando eseguire la capitozzatura

La capitozzatura dovrebbe essere eseguita solo per la messa in sicurezza di branche la cui stabilità è compromessa o solo nel caso di potature a testa di salice per motivi colturali.

Invece di capitozzare: gli interventi corretti

Ove necessario esistono metodi più indicati per limitare la crescita di un albero. Innanzitutto conviene impiegare piante di dimensioni idonee allo spazio in cui si piantano. Nei casi in cui invece l’albero sia effettivamente in conflitto con i manufatti circostanti, sarebbe opportuno contenere le sue dimensioni con un corretto intervento di potatura ad esempio con tagli di ritorno.

Nei casi in cui l’albero rappresenti invece un vero pericolo, dovrà invece essere in sicurezza ed essere sottoposto a regolari controlli mediante analisi di stabilità.

Quando la pianta ha invece branche caratterizzate da tessuti degradati, un arboricoltore esperto può valutare l’opportunità di consolidare le branche mediante l’impiego di cavi idonei e nel caso intervenire con idonee potature, come suddetto.

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